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Il Gruppo Micologico “Bruno Cetto”

Il Gruppo nasce il 22 marzo 1976, da un nucleo iniziale di 32 appassionati all'interno del Dopolavoro Aziendale Montedison Dipa-Alumetal, ora Dopolavoro Gruppo EniChem di Marghera (Venezia), per iniziativa di G.G.Ferrarese, allievo di Bruno Cetto.

E' evidente come l'intento principale non sia quello di raccogliere funghi a scopo alimentare, né quello di permettere ad un gruppo di amici di coltivare un hobby, ma quello di contribuire a far nascere, crescere, diffondere una più matura coscienza dei valori ambientali: a partire dall'occasione - si potrebbe dire dal pretesto - della micologia, si punta a sviluppare una sensibilità del tutto nuova per i temi della tutela dei beni naturali.

Nel 1980 viene costituito il Comitato Scientifico, intitolato al grande naturalista veneto Pier Andrea Saccardo, che é stato dotato, via via, di competenze e strumenti che consentono un continuo lavoro di classificazione ed elaborazione di schede e testi; oggi il gruppo dispone di un migliaio di schede iconografico-descrittive che presentano una panoramica delle diverse Specie fungine raccolte dai soci, alcune delle quali assolutamente rare.

Nel 2000 viene aperta la Sezione Didattica “P.Gaggio”, alla quale partecipano i soci che desiderano un approfondimento delle loro conoscenze micologiche.

Infine, le pubblicazioni: sono l'orgoglio del gruppo, per validità di contenuti e pregio della veste grafica. Dai cataloghi delle mostre (basti pensare a quelli, elegantissimi, delle prime edizioni tenute nella sede municipale di Mestre), dai volumi "I funghi del Cansiglio", giunto alla 3a edizione, a "Il mondo della micologia" (alla 4a edizione) , a “L’Orto Botanico di Villa Algarotti”, dai magnifici "posters", l’ultimo dei quali in collaboarazione con la Provincia di Venezia, ai gradevolissimi calendari, alle tante "dispense" elaborate per le lezioni nelle scuole, per i corsi riservati ai soci e per quelli aperti al pubblico, ai numerosissimi opuscoli a larga diffusione.

Molti sono i riconoscimenti e le ampie collaborazioni che il gruppo ha raccolto in trent’anni; da quelli degli Enti Locali, a quelli di importanti istituti (basti citare l'Azienda regionale “Veneto Agricoltura”), a quelli delle diverse autorità scolastiche; ne fanno fede le decine di Corsi  e Mostre che al Gruppo viene richiesto di organizzare e gestire in tutta la regione. Dal 2006 il C.S. è stato incaricato dal Comune di Venezia di effettuare una ricerca triennale, con raccolta, determinazione e mappatura dei funghi presenti nel “Bosco di Mestre”, l’insieme di aree verdi della terraferma veneziana in via di organizzazione urbanistica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                  Boletus pinophilus  Pil.& Dermek

 

 

 

 

ATTIVITÀ RICORRENTI

    l Ogni lunedì, in sede, lezioni per soci e simpatizzanti

     con proiezioni e osservazione di funghi dal vero

    l Ogni martedì riunione del C.S. “Saccardo”

    l Corsi di Micologia per soci e aperti al pubblico

    l Mostre Micologiche

    lSeminari e simposi con esperti internazionali

    l Gite micologiche e culturali

    l Lezioni nelle scuole e presso Associazioni

    l Uscite micologiche del C.S. e Sez. Didattica

 

 

Osserva sempre questo “Decalogo”

elaborato da Ottavio Spampatti, Direttore Onorario

del Comitato Scientifico “P.A. e S. Saccardo”

 

1° Non mangerai alcun fungo se non conosci il suo sosia velenoso

Molto spesso un fungo tossico assomiglia a un fungo commestibile che conosci; solamente una sicura determinazione può evitare lo scambio

2° Per molto tempo dubiterai in attesa di avere certezza

Se oggi acquisisci la conoscenza di una nuova specie di fungo, aspetta di averla raccolta una decina di volte prima di consumarla; la stessa specie, a seconda dei luoghi di raccolta e delle condizioni atmosferiche, può presentarsi con colori e forme differenziate.

3° Ti asterrai dal raccogliere funghi troppo giovani o vecchi

È difficile poter determinare un fungo troppo giovane o vecchio; se troppo giovane non ha sviluppato il suo colore, sapore, odore, se troppo vecchio queste caratteristiche sono alterate

4° Isolerai con cura i funghi che non conosci

Se raccogli una specie che non conosci, per farla determinare da un esperto, avvolgila in un foglio di alluminio in modo da isolarla dagli altri funghi. Una specie mortale, mescolata a funghi commestibili, obbligherà a eliminare tutta la raccolta.

5° Porterai all’esperto l’intera raccolta

Quando non si è certi della determinazione conviene far periziare tutta la raccolta; così non metterai in imbarazzo chi avrà il compito di dare un giudizio sulla commestibilità dei funghi.

6° Preferirai alle illustrazioni le descrizioni di uno che sa

Sono pochi i testi di micologia veramente validi; spesso le tavole a colori hanno tonalità troppo vive. Un fungo si riconosce meglio dalle sue caratteristiche macroscopiche che

dal suo colore (che può essere mutato da una pioggia abbondante o da un periodo secco).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   

 

                          

 

                                                                                                Amanita muscaria  (L.) Fr.

                

 

 Non dare retta ai pregiudizi che spesso inducono all’errore

Far bollire col sale, macerare in acqua e aceto, non eliminano le tossine mortali; non è indice di commestibilità la posata d’argento che non annerisce durante la cottura; le lumache possono mangiare le Amanita mortali senza danno; un odore o un sapore grato non sempre indicano commestibilità. Un fungo bianco e con la carne immutabile al taglio, non sempre si può mangiare, contrariamente ad altri che diventano bluastri e, dopo bollitura, sono ottimi commestibili.

8° Diffiderai di quello che “sa tutto” e che determina spedito

In natura esistono moltissime specie di funghi; solo tra i Basidiomiceti se ne contano più di 5000. Ho visto il grande micologo Bruno Cetto esitare di fronte a un esemplare di Tricholoma … Questo deve far meditare: l’indecisione non si deve interpretare ignoranza, ma, in questo caso, altissima qualificazione.

9° Consumerai la tua raccolta entro breve tempo

I funghi sono rapidamente deperibili, quindi vanno cotti nella stessa giornata della raccolta; in frigo si conservano al massimo un paio di giorni. Se si vogliono conservare più a lungo, bisogna ricorrere, previa adeguata pulizia, alla surgelazione o, per quelli adatti, all’essiccazione. I funghi surgelati, se conservati troppo a lungo, possono dare seri disturbi.

10° Attenzione alla volva e all’anello

Le Amanita phalloides, verna e virosa hanno alla base del gambo una specie di guscio, detto volva (non sempre visibile perché interrata) e un anello sul gambo (a volte non lo si nota); sul cappello spesso si notano dei residui del velo primario, sotto forma di squame biancastre. Un solo esemplare di questo trio mortale è sufficiente per provocare la morte di un’intera famiglia.                     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                                

                                                                                                                                                                                      

                                                                                                                                                                             Amanita phalloides

 

 

 

 

 Bruno Cetto  (1921-1991),  nato a  Trento, ingegnere , è

 considerato il più importante divulgatore della Micologia a

 livello  del  grande  pubblico; tra i suoi  libri,  soprattutto la

 monumentale  opera in 7  volumi  “I Funghi dal vero”  ha

 costituito  il  testo di  base, dal  quale  hanno  iniziato  tutti i

 micologi  italiani,  dilettanti  e  scientifici. Direttore per lungo

 tempo   della  prima  Scuola  di  Formazione  Micologica ,

 istituita  a  Trento  nel 1966, ha  ricevuto  i  più  prestigiosi

 riconoscimenti italiani e internazionali.

 Il Gruppo porta il nome di Bruno Cetto dal 1992

 

 Testi ed elaborazione grafica: Cino Casson

  Fotografie digitali: Giuliano Giovanni Ferrarese